Mostre
San Vito Chietino, Sala Consiliare
Tutti i giorni dalle 19.00 alle 23.00
LA BIODIVERSITA’ NELLE CAMPAGNE DELLA PROVINCIA DI CHIETI
La ricchezza e la varietà delle produzioni agronomiche di una terra tra l’Adriatico e la Maiella. La mostra vuole evidenziare la grande biodiversità e ricchezza culturale dell’agricoltura nelle campagne della provincia di Chieti, un territorio in cui l’attività agricola è radicata da quasi 7000 anni. Un comprensorio in cui, ad un’agricoltura moderna e dinamica, si integrano forme colturali storiche, saperi, tradizioni e riti agrari atavici tuttora radicati tra la gente. Una terra che ha conservato un ingente patrimonio agronomico fatto di antiche varietà di olivo, vite, meli, peri, agrumi, ma anche cereali, legumi ed ortaggi. Ogni valle conserva una sua varietà colturale come nel caso della cipolla di Fara Filiorum Petri, il sedano di Torricella, la rapa dell’Osento, il peperone di Altino, il tortarello della vallata del Sangro, il fagiolo suocera e nuora o i pomodori mezzi tempi di Vasto. Umili piante coltivate, spesso di grande rilevanza culturale oltreché agronomica, come nel caso della solina, l’antico grano tenero dei romani, la “madre di tutti i grani” per dirla con un’espressione cara ai vecchi contadini, oppure della mela casolana citata persino da Boccaccio, o il sedano protagonista di tante manifestazioni religiose, così come l’arancio legato alla figura del beato Angelo da Furci. Prodotti unici, esaltati e valorizzati in una cucina semplice e genuina, intrisa di sapori decisi e saperi antichi, espressione emblematica ed evocativa di un territorio straordinario e delle genti che lo abitano.
La ricchezza e la varietà delle produzioni agronomiche di una terra tra l’Adriatico e la Maiella. La mostra vuole evidenziare la grande biodiversità e ricchezza culturale dell’agricoltura nelle campagne della provincia di Chieti, un territorio in cui l’attività agricola è radicata da quasi 7000 anni. Un comprensorio in cui, ad un’agricoltura moderna e dinamica, si integrano forme colturali storiche, saperi, tradizioni e riti agrari atavici tuttora radicati tra la gente. Una terra che ha conservato un ingente patrimonio agronomico fatto di antiche varietà di olivo, vite, meli, peri, agrumi, ma anche cereali, legumi ed ortaggi. Ogni valle conserva una sua varietà colturale come nel caso della cipolla di Fara Filiorum Petri, il sedano di Torricella, la rapa dell’Osento, il peperone di Altino, il tortarello della vallata del Sangro, il fagiolo suocera e nuora o i pomodori mezzi tempi di Vasto. Umili piante coltivate, spesso di grande rilevanza culturale oltreché agronomica, come nel caso della solina, l’antico grano tenero dei romani, la “madre di tutti i grani” per dirla con un’espressione cara ai vecchi contadini, oppure della mela casolana citata persino da Boccaccio, o il sedano protagonista di tante manifestazioni religiose, così come l’arancio legato alla figura del beato Angelo da Furci. Prodotti unici, esaltati e valorizzati in una cucina semplice e genuina, intrisa di sapori decisi e saperi antichi, espressione emblematica ed evocativa di un territorio straordinario e delle genti che lo abitano.



