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Ortona

La cittadina si erge su un colle che dà sul mare. Ortona è circondata da vigneti ma oltre all’agricoltura è importante per il commercio, soprattutto marittimo visto il suo porto. Il centro accoglie migliaia di turisti sia per le sue belle spiagge ma soprattutto per le sue bellezze artistiche. Come non pensare altrimenti con monumenti come il Castello Aragonese e Palazzo Farnese oltre a numerose chiese a cominciare dalla Cattedrale ed il suo suggestivo centro storico.

Il Comune ha origini antiche ma ha avuto il suo momento importante sotto il popolo dei frentani soprattutto per la presenza del porto. Nota nel periodo dei romani Ortona ebbe il suo momento di decadenza nel Medioevo per poi risalire la china sotto il dominio degli Svevi. Nel secondo conflitto mondiale fu teatro di cruenti battaglie ed il paese fu quasi distrutto dai bombardamenti.

È incerta la data di fondazione della città, nota in età antica come Epineion; le prime informazioni risalgono a quei popoli italici, probabilmente frentani, che abitarono la fascia di Abruzzo adriatico compresa tra Ortona, Lanciano e Vasto. Ortona costituiva, quindi, il porto dell’area frentana. Un’altra ipotesi è che la città sia stata fondata da pirati illirici provenienti dalla Dalmazia. Sulla città Italica fu costruita la città Romana della quale permangono alcuni tracciati stradali, porzioni di recinto dell’urbe e della quale sono stati rinvenuti diversi reperti. Nella prima metà del XV secolo venne costruita la cinta muraria ancora visibile in parte, ad opera del condottiero Giacomo Caldora. Durante il XV secolo la città ha vissuto una stagione di lotte con la vicina città di Lanciano, terminata nel 1427 con un lodo pacificatore.

Il progetto del castello aragonese è attribuibile a Francesco di Giorgio Martini che nello stesso periodo ho operato nel vicino Montefeltro. I rapporti con Venezia furono altalenanti, essendo Ortona a volte vicina a questa, a volte preferendo stabilire rapporti con la Repubblica di Ragusa, oggi Dubrovnik in Croazia. Attraversato il periodo fascista la città diventa terreno di aspri scontri durante la Seconda guerra mondiale. Nella notte tra il 9 e il 10 settembre 1943, la famiglia reale dei Savoia, dopo aver pernottato nel castello ducale di Crecchio, lascia dal porto di Ortona l’Italia occupata dai nazisti per approdare nella già liberata Brindisi e cosi completare la fuga.
Da Ortona passa la linea Gustav, che ha l’altro capo a Cassino: una linea di difesa fortificata apprestata dalle forze germaniche nel punto più stretto della penisola. Infatti è proprio durante la seconda guerra mondiale che Ortona conosce momenti veramente difficili. La maggior parte della popolazione ortonese è costretta a scappare dalle proprie case. A nord, l’esercito tedesco e a sud, quello degli alleati, bombardano ininterrottamente Ortona per circa 6 mesi. La città praticamente rasa al suolo, venne definita da Winston Churchill come “Piccola Stalingrado” per via del fatto che, similmente alla città russa, la battaglia si prolungò lungamente nel corpo della città.

Restano in piedi pochissimi edifici e comunque con gravissimi danni strutturali. La città fu liberata soltanto nel dicembre del 1943 quando le forze alleate oltrepassarono la linea Gustav sul versante tirrenico. Per questo motivo la città fu insignita della medaglia d’oro al valor civile.

 

www.comune.ortona.chieti.it